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	<title>Veronica Spedicati</title>
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		<title>San Francisco</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 00:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>veronicaspedicati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[APRILE 17 20130     Sono le nove di sera e dopo dieci ore di viaggio finalmente arriviamo a San Francisco, la città che va vista. Abbiamo lasciato Las Vegas questa mattina all’alba, mentre il sole spegneva la sue luci artificiali donandole un tocco periferico inimmaginabile nelle precedenti ore notturne. Dovete vedere San Francisco, dovete [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=534&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>APRILE 17 20130</h2>
<h2> </h2>
<h2> </h2>
<h2>Sono le nove di sera e dopo dieci ore di viaggio finalmente arriviamo a San Francisco, la città che va vista. Abbiamo lasciato Las Vegas questa mattina all’alba, mentre il sole spegneva la sue luci artificiali donandole un tocco periferico inimmaginabile nelle precedenti ore notturne.</h2>
<h2>Dovete vedere San Francisco, dovete vederla. Mi raccomando se andate in California passate per San Francisco. Le voci dei nostri amici e conoscenti erano chiare e decise al riguardo. Dopo un mese di borsa di studio a Los Angeles decidiamo di perderci nelle terre del sud: Las Vegas,la Death Valley e infine San Francisco. Dovete proprio vederla. Ed eccoci qua, io,Martina,Alessia e Daniele, al tramonto. Meraviglioso. Attraversiamo il Bay Bridge in macchina mentre il sole cala e una fitta nebbia bianca delinea i contorni della città che vista da qui, in questo momento sembra una perfetta sagoma di cartone. I nostri amici avevano ragione, ne vale la pena. Il mare sotto di noi riflette lo slancio dei grattacieli e tutt’intorno la costa verde apre i varchi alle onde libere e all’immaginazione. Sbarchiamo nei quartieri centrali e si aprono davanti a noi case e locali colorati, talvolta in stile vittoriano, mentre le persone che attraversano la strada preannunciano l’indole creativa di un posto caloroso ed accogliente. Lasciamo Alessia nelle mani di un suo amico portoricano – apparentemente affidabile-  mentre io, Martina e Daniele ci dirigiamo verso l’ostello che avevamo prenotato qualche giorno prima, dove i nostri colleghi di corso ci stavano aspettando per goderci insieme la libertà. Affidati al navigatore ci ritroviamo in una strada buia da cui compare una scritta, una sola, scarsamente illuminata. Non si vede bene il nome, ma leggiamo comunque la parola Hostel, così decidiamo di fermarci ad indagare se sia quello il nostro posto. Sembra di si. Sembra proprio di si. Scarichiamo i bagagli e paghiamo la stanza. Ci forniscono delle lenzuola scolorate che più che altro si distinguono dall’odore. Ognuno di noi ne ha una con un odore diverso. Le mie sanno di donna anziana, sull’ottantina, di quelle che non portano la dentiera e sputano nel piatto. Daniele e Martina guardano le proprie con aria disgustata chiedendosi se il loro odore appartenga ad un messicano di bassa taglia piuttosto che a un narcotrafficante nero. Sanno di persone, persone che hanno vissuto, lavorato e sudato. E chissà. Trovo tutto questo molto affascinante, ma per quanto la mia curiosità antropologica sia lastricata di esperienze condivise con sconosciuti, decido per questa volta di tenermi alla larga dai miei attacchi di socialità e dai germi che solitamente si portano dietro. Qualche anno fa presi la mononucleosi e non andai in vacanza. Propongo ai ragazzi di comprare sacchi di immondizia con cui foderare i nostri materassi e senza pensarci a lungo prendiamo i soldi per comprarli. Usciamo dall’ostello inoltrandoci nella San Francisco notturna abitata dal popolo della notte. Un signore sulla cinquantina con la barba bianca parla da solo guardando una pompa di benzina. Ci osserva e blatera qualcosa che non capisco. Andiamo avanti, c’è un negozio aperto che vende un po’ di tutto. Compriamo una pila di quattordici sacchi della spazzatura e ci informiamo su un posto aperto dove mangiare. C’è solo un Burger King. Due ragazzini sulla quindicina con il cappello di traverso si spintonano a vicenda, uno di loro ha le caviglie molto grosse, l’altro è un fan di Eminem. Ci chiediamo dove siano i nostri amici italiani che avrebbero dovuto condividere l’ostello con noi. Proviamo a chiamarli ma il cellulare è staccato. Ci sediamo nel Burger King, punto di ritrovo degli homeless della zona. Proviamo a richiamare i nostri amici senza successo. Mangiamo qualcosa, o meglio ci proviamo perché la scatola dove ci hanno servito le patatine trasuda di olio nero. Non ho mai visto un olio così scuro, scuro come la notte. Mi ci perdo dentro per un po’. Un signore dall’aria stanca osserva il mio panino e si gratta la pancia attraverso l’unico pezzo di maglietta pulito che gli è rimasto. Sbrighiamoci. Martina ha l’ansia e vuole andar via. Io non so perché ma mi diverto, mi piace la vita, il sapore della strada e dell’asfalto. Torniamo in ostello attraversando la poco illuminata Minna street mentre il popolo della notte ci viene incontro con i suoi personaggi putridi, sporchi di esperienze e di chissà quali attese. Un pasto, un posto dove dormire. Un ragazzo raccoglie un mozzicone di sigaretta e lo condivide con il passante che prima di lui ne aveva abbastanza. Avete da accendere? Mi sa di no. Entriamo nell’ostello. Tutto questo mi affascina, ma devo ammettere che con i sacchi appena comprati mi sento più sicura e pronta a sfidare la notte. Foderiamo i materassi con molta cura onde evitare che un qualche scomodo abitante della polvere esca fuori a fare conoscenza. Non è una questione di essere asociale, ne tantomeno razzista. Semplicemente voglio stare con me. Uso il primo sacco per chiuderci il cuscino e ne prendo altri tre per ritagliarmi le lenzuola. Non avevo mai dormito in un letto foderato di nero e battezzare questa nuova scoperta rende memorabile questo inizio di vacanza. Ma durerà poco, abbiamo deciso con Daniele e Martina di cercare un altro posto per il giorno dopo. Meglio così, questa decisione mi fa assaporare l’attimo e la sua singolarità. Gli eventi con una fine certa si vivono che è un piacere.  i nostri compagni di Ostello dove sono? Non si sa. Buona notte. </h2>
<h2> </h2>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/spedicam.wordpress.com/534/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/spedicam.wordpress.com/534/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=534&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Rosso</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2012 14:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>veronicaspedicati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuvole di sangue rosso ti scivolano come la passione breve,passeggera così presto nel silenzio del tuo senso scansi l’ansia delle sette, del dovere. Scopri l’alba dalla tenda È mattina Non è viva la città,non ancora. Siamo liberi di perderci e di tossire. Eterna lei,eterni noi. Cecità scura,cecità vera sono amante degli sguardi sul soffitto sfrecciano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=454&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Nuvole di sangue rosso</h2>
<h2>ti scivolano</h2>
<h2>come la passione breve,passeggera</h2>
<h2>così presto</h2>
<h2>nel silenzio del tuo senso</h2>
<h2>scansi l’ansia delle sette,</h2>
<h2>del dovere.</h2>
<h2>Scopri l’alba dalla tenda</h2>
<h2>È mattina</h2>
<h2>Non è viva la città,non ancora.</h2>
<h2>Siamo liberi di perderci</h2>
<h2>e di tossire.</h2>
<h2>Eterna lei,eterni noi.</h2>
<h2>Cecità scura,cecità vera</h2>
<h2>sono amante degli sguardi</h2>
<h2>sul soffitto</h2>
<h2>sfrecciano macchie cosmiche,come nuvole</h2>
<h2>ci soffio</h2>
<h2>prima di arrivare a te,al tuo blu.</h2>
<h2>Dove sono quegli occhiali.</h2>
<h2>Scolpito nelle pieghe</h2>
<h2>Il gomitolo bianco che ti porta in grembo</h2>
<h2>è un vulcano in eruzione,</h2>
<h2>ti restituisce a me.</h2>
<h2>Stanco del calore.</h2>
<h2>Eccoci nel volo,</h2>
<h2>volo di fiumi gialli</h2>
<h2>si scambiano,si trovano.</h2>
<h2>Il mio fiume</h2>
<h2>Il tuo fiume.</h2>
<h2>Ti riscopro fresco e breve,chissà.</h2>
<h2>Si calmano le acque e il fiume</h2>
<h2>alla sua foce,non è tardi</h2>
<h2>non è presto.Che cos’è.</h2>
<h2>Non è solo un piacere,</h2>
<h2>aldilà del principio</h2>
<h2>è la certezza di esistere.</h2>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/spedicam.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/spedicam.wordpress.com/454/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=454&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Un&#8217;ansiosa,e l&#8217;arte.</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 20:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>veronicaspedicati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[La penna.L’inchiostro, nero . Senza l’inchiostro nero la penna non funziona. E’ stilografica con la punta a punta,no a V … la punta a punta è a V! No uso quella piatta. E’ meglio. Delinea i contorni,così sono più belli. Ho voglia di disegnare ,è l’ora della creazione. Il mio momento. Ho sete. Prendo una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=444&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>La penna.L’inchiostro, nero . Senza l’inchiostro nero la penna non funziona. E’ stilografica con la punta a punta,no a V … la punta a punta è a V! No uso quella piatta. E’ meglio. Delinea i contorni,così sono più belli. Ho voglia di disegnare ,è l’ora della creazione. Il mio momento. Ho sete. Prendo una coca dal frigo ,mi darà più energie in questa notte in cui le mie vene gonfie d’arte hanno voglia di esplodere e sporcare questo pallidume  di carta stropicciata. No la coca no. Forse è meglio il vino , fa più artista. No poi mi addormento. L’acool mi fa crollare e se crollo avrò accumulato l’ennesimo fallimento. Ogni volta che la testa mi comprime le tempie riscaldandole come in un principio di mononucleosi, credo sempre sia l’inizio di un’opera d’arte. Allora comincio a fare qualcosa. Ma alla fine mi accorgo che non sto facendo altro che vomitare disagio in maniera originale. Bella roba,l’artista. Non so se ho ancora voglia di disegnare. Forse scrivo un libro. Cosa ci vuole ne ho vissute talmente tante che in due o tre sere lo’ho già finito. Prendo il pc così faccio prima, ormai non si usa più l’inchiostro per raccontare storie. Preferisco usarlo per i miei quadri. Ho di nuovo sete. Questa volta prendo l’acqua,temperatura ambiente così digerisco meglio. Bicchieri di vetro o di carta? Mi attacco alla bottiglia è meglio. Sento il sapore della plastica e sembra tutto più vero. Due o tre sorsi. Non avevo poi così tanta sete. Da dove comincio? Come si scrive un libro? Ne ho letti tanti figuriamoci se non so scrivere un libro. Primo capitolo. La signora Munn e il suo cane. No è scontato, nei libri è pieno di animali. Devo trovare qualcosa di originale. Ma cosa?No , non adesso, non al giorno d’oggi. E’ già stato scritto tutto, l’importante non è cosa racconti ma come.Parliamo del cane e della signora Munn. Vivono in Scozia e lui è un bassotto bastardo, no un Chiwawa di prima categoria.Che cazzo dico. Ho di nuovo sete. L’acqua mi stufa , ho voglia di tè freddo. Vado in cucina , apro il frigo e né rimasto un goccio nella bottiglia di plastica da un litro.Che goduria la plastica. Sono una persona fortunata  d’ora in poi la serata andrà meglio. Dunque , la Scozia. Cosa c’è di bello in Scozia ? Sicuramente i paesaggi. Ma perché in Scozia e non in Corsica? In fondo anche la Corsica è molto suggestiva. Non ho più voglia di scrivere , o almeno non un libro. Lo farò un’altra volta. Torno a disegnare , dà più gusto , è un’altra cosa. Sono portata per il disegno , in poche ore avrò un prodotto che mi renderà soddisfatta e mi sarò sfogata come si deve. Riprendo l’inchiostro e la penna. Userò quella a V , fa al caso mio. Intingo la punta nella boccetta e inizio a tracciare una linea curva lungo tutto il foglio.Quanto sono belle le linee curve. Meravigliose sensazioni di ipnotismo si avvolgono nelle mie orecchie. Mi sento fresca. Assorbo tutta la bellezza di questi segni scuri che si intrecciano creando fabule  e linguaggi in cui il senso è libero di pattinare su rotaie di cuoio in mezzo ai sassi di montagna e agli scogli del mare.Un paesaggio di segni nuovi, dove il mio cervello non ha organi di rappresentanza e racconta la sua storia: “ Ajiscopi it sintass urbi ughi anca , notnoy et notyai . Nunca etvas in fridas im unca xilort um xilorz ki mai ot kinai. Kajiaswki”. Questa è la sincerità . Non ho più dolore alle tempie ora. Ho finito il mio quadro e percepisco che Dio mi ha dato in dono di essere come lui. Ho fatto un capolavoro in un’ora. Soffro di genialità congenita. E ora mi ameranno tutti perché il mio quadro è degno di stima. Ho ancora sete bevo altra acqua. Me la merito.</h2>
<h2>Fiumi di ossigeno tra le pareti interne del collo rigenerano la mia carne morbida asfaltando di pelle rosa tutti i piccoli tasselli della mia epidermide. La gabbia toracica sprigiona il respiro per qualche secondo ,esco da una grotta scura e nuoto nell’acqua calda tra pesci gialli e tondi. E’ una festa,c’ anche il pesce martello. Mi girano intorno, intorno alla mia bolla di ossigeno.Una carpa mi prende sul dorso e m porta a spasso.</h2>
<h2>Ho quasi sonno e questo è il mio premio.Bevo un altro po’ e poi vado a dormire.</h2>
<h2>Mentre l’acqua ormai calda scende nell’esofago sento un tonfo pesante all’imboccatura dello stomaco. PooooooooomFt! E’ caduto un sasso. Smetto di bere e avviene il disastro . E’il momento della riflessione  .</h2>
<h2>Un foglio con delle chiazze nere. Bella roba.Ecco cosa ho fatto in due ore. Ho perso tempo a decidere cosa fare e alla fine ho disegnato due chiazze nere. E lo studio si rifugia nei vicoli sporchi di periferia a guardare il tramonto.</h2>
<h2>Dio si sta facendo due risate per l’illusione che mi ha impacchettato con amore e che con tanto piacere ho scartato entusiasta. Bel regalo. Tra due mesi mi laureo e invece di studiare benedico i fogli di nero.</h2>
<h2>Le tempie tornano a pulsare , appena solleticate dalle carezze dei miei disegni. Ci vuole altro.</h2>
<h2>La notte è lunga. Se non studi devi fare qualcosa di degno. Leggi un libro.Guarda un film.Lo sai che Fellini ti fa sentire a posto.No Fellini no è troppo serio,soffre di claustrofobia.Come me.Caro Fellini non fai per me,sei la mia claustrofobia.Eppure quanto sei vero.Devo fare  qualcosa di utile.Dovrei chiamare un amico e convincerlo che ha delle difficoltà.Non può non averne d’altronde.Si,dovrei convincerlo che ha bisogno di aiuto e poi dovrei aiutarlo.Vado a telefonare.No, che ansia ,se poi ne ha bisogno sul serio non saprei come fare.Dio mio che fine hai fatto,dove sbatto la mia energia! Sul tavolo in cucina vicino alla pentola ancora sporca di sugo c’è una sigaretta.E’ l’ultima.Mia madre ha bisogno di trovare l’ultima sigaretta quando si sveglia verso le tre o le quattro di notte.Non importa,la prendo io.Esco sul balcone , l’aria è ancora calda.Amo l’estate,la sua notte è più sincera.Accendo questa sigaretta , tossisco un po’,ho perso l’abitudine.Che bello.Il fumo si perde nel buio e va a prendersi la mia libertà.Ne avevo troppa.Eccolo arriva,cauto,silenzioso e decisamente passionale.Ritrovo l’attimo di dispersione negli obblighi del momento.L’istante,l’immediato. Ecco l’intuizione,quella vera.Domani dormirò un po’.</h2>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/spedicam.wordpress.com/444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/spedicam.wordpress.com/444/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=444&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un sordo</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 20:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>veronicaspedicati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei donarmi pupille nuove,per dirigere un’orchestra di segni più noti a questo mondo di panettieri e giornalai che vivono di radio e telegiornali.Quando mi degni di attenzione? D&#8217;altronde perché dovresti se non ti interrompo mentre cucini un uovo o ti riscaldi un tè. Mi accontenterei del colore dei limoni sul tuo tavolo , non voglio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=437&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Vorrei donarmi pupille nuove,per dirigere un’orchestra di segni più noti a questo mondo di panettieri e giornalai che vivono di radio e telegiornali.Quando mi degni di attenzione? D&#8217;altronde perché dovresti se non ti interrompo mentre cucini un uovo o ti riscaldi un tè. Mi accontenterei del colore dei limoni sul tuo tavolo , non voglio mica rubarti il rumore del tuo asciugacapelli. Continua pure a cucinarti quell’uovo, tornerò a trovarti  nei tuoi libri di scuola ,in quelli di psicologia e di scienze dove ti interesserai al mio sguardo e alla predisposizione delle mie sinapsi.Senza porti domande,ti preparerai a rispondere alle esigenze di un 30 e lode.Magari ci farai una tesi  e godrai dei complimenti di tua madre , farai della poesia erudita elogiando la tua sensibilità di ricercatore attento.</h2>
<h2>E io,la tua materia insensibile di studio,dove sarò mentre ti incoronano di alloro? Accanto a mia madre,forse. Sento il suo dolore,perché non posso fare altrimenti . Tu puoi scegliere se ascoltare, io no. Tu puoi scegliere se stare nel mondo chiudendo gli occhi , io no . Se chiudo gli occhi non sono nel mondo.Forse.</h2>
<h2>Io posso solo sentire e posso solamente farlo davvero. Non ho la pretesa di leggere nel labiale o nella profondità falsa dei discorsi importanti ,i tuoi sentimenti.Non ci sarò alla tua laurea,anche se farai una bella tesi su di me. Ti fai sordo per comprendermi o per studiarmi? Io ti osservo , ma non ho la pretesa di studiarti e di portare la tua croce di carta.Sei tu che mi hai scelto e non posso sfuggire al tuo sguardo. Hai deciso di interessarti a quelli come me, hai deciso di farti applaudire senza fare beneficienza. Sentiti libero adesso.Mi hai scelto solo per un attimo,per darti un obiettivo e ora puoi scaricarmi. Quelli come te, i funzionari di bocca dico, si interesseranno a me per una mattinata giusto il tempo di indossare una cravatta,o un paio di tacchi, e farti i complimenti. Poi torneranno a cantare e ad ascoltare le loro musiche preferite per scaricare le loro ansie. E io? Per scaricare le mie ansie non posso neanche urlare,si sorprenderebbero. Ma stai tranquillo ti verrò a trovare solo nelle parole saccenti degli scienziati, sarò il tuo stress da studio per un po’ e poi sarai libero. Non cucinerò nessun uovo con te.Non intratterrò la tua donna, potrebbe imparare troppe cose.Sai cosa dice la mia di donna?Che aspettiamo un figlio. Vorrei donarmi nuove orbite per immaginare il suono della sua voce. Sai mia moglie è come te , parla con la bocca e sente con le orecchie. Ha pulito l’insalata con me,mi ha toccato la mano e abbiamo fatto l’amore . L’abbiamo fatto sul serio. Non ha cercato un professore di aforismi, non è scappata al pensiero di dover imparare a parlare di nuovo. Si sentirà chiamare mamma. Ed io?Mio figlio non nascerà sordo, mio figlio amerà i suoni del mondo e della sua casa.Imparerà a chiamarmi papà e io sarò più attento, attento ai suoi movimenti e ai suoi pensieri per ritrovare la poesia dei suoi nervosismi e dei suoi perché. Potrò guardare le sue ansie,i suoi sfoghi,i suoi urli. Saprò amare la sua piccola bocca che si apre e si chiude cantando pianti d’esistenza e gridi di ricercata attenzione. Sarò obbligato ad esserci per non perdermi i suoi isterismi. Tu di tutto questo cosa sai? Quando tuo figlio ti chiamerà padre magari sarai nella stanza accanto e potrai rispondergli continuando a fare il tuo lavoro , attaccando i francobolli , guardando le tue partite. E ti perderai i suoi occhi lucidi , le contrazioni delle sue labbra mentre ti chiede a cosa servono le anatre e perché abbaiano i cani. Potrai scegliere se essere assente e considerare stupide le sue domande, solo perché non hai risposta.</h2>
<h2>A cosa serve un’anatra? Non lo sai, non lo sai davvero.</h2>
<h2 style="text-align:justify;">Mio figlio sarà un poeta. Un attento compositore di dubbi e perplessità mondane. Anzi no,spero di no. Spero che non sarà un poeta,nè un musicista,nè un attore. Si sentirebbe trascurato. Farà il meccanico e godrà della forza delle sue braccia.Ma un giorno scoprirà la profondità della ruota. E allora saranno guai.</h2>
<h2 style="text-align:justify;"> Devo rassegnarmi ,sarà un poeta anche se farà il meccanico . Scoprirà la poesia della chiave inglese, così romantica con i suoi bulloni. “Papà guarda come si uniscono bene, non ci trovi la spiegazione delle affinità del mondo?”. I luoghi d’ispirazione poetica si danno un po’ troppo per scontati e mio figlio troverà l’arte nei ragni dei vecchi muri di paese. Ma tutto questo lo sentirà sua madre, io saprò soltanto emozionarmi con lui. E mentre sono qui , davanti a questo musicista di strada che passa la pece sul suo archetto,penso a te e penso a lui, penso a lui in funzione di quelli come te.Penso che potresti usarlo per i tuoi esperimenti su di me “Parlami di tuo padre…come possiamo aiutarlo?“  . Penso a un mondo troppo pieno di dubbi esistenziali e troppo sgombro di dubbi superflui.Sono nato così,la mia vita è nella profondità del silenzio.E’ un mondo di curiosi questo, ma di curiosi insicuri , non di curiosi veri . Un curioso vero si chiede come ama una libellula, non perché viva così poco.E’un abile ricercatore di storie che non fa paragoni. Un vero onnivoro.</h2>
<h2 style="text-align:justify;">Mentre penso a te, comune cittadino del mondo , sono perso nelle dita di questo violinista. E’ un vero curioso. Il mio sguardo dirige questa melodia di immagini e di continui vibrati. Chissà se suona  Bach o Schubert. O magari  Cajkovskij. Fatto sta che lo suona bene, i suoi occhi sono persi ,leggermente socchiusi e le sue palpebre nere un vero tocco d’arte.E mentre ti compiaci delle tue ricerche scientifiche, il tuo amico sordo è un magnifico direttore d’orchestra in frac alla sua prima teatrale. Il mio primo violino è un vero genio . Qualche prima donna dall’aria sgonfia ogni tanto svuota il portamonete per riempire il suo cappello e fargli i complimenti. Un bambino riccio gli tira un sassolino. Ha un padre cafone.</h2>
<div>
<h2 style="text-align:justify;">L’orchestra dei miei pensieri suona l’armonia dei suoi movimenti , diretta dal mio istinto di vivere. Mio figlio è li in prima fila ad applaudire , ancora prima di nascere, la bellezza dell’acqua corrente e del vento bianco d’ inverno. Grazie musicista di strada, mi hai insegnato la melodia delle cose. Posso guardare la musica e la tensione delle tue dita rapide,coraggiose di esplorare i dubbi. Il riccio del tuo violino è il polline di uno sciame di api curiose che ti corteggiano roteando sulle tue velleità di uomo.Siete il ritmo della malinconia.</h2>
<h2 style="text-align:justify;">E tu , ricercatore del mondo, cucinati quell’uovo senza ansie da prestazione. Ma prova a chiederti come lo farei io , che se il fornello scoppia non posso che vederlo. Non inventare qualcosa per rendermi la vita facile e sbarazzarti di me, prova solamente a porti domande. Prova a passare davanti a questo musicista di strada e prima di lasciargli una moneta ascoltalo. A me basta guardarlo, figuriamoci se potessi ascoltarlo.</h2>
<h2 style="text-align:justify;">Siediti accanto a lui e osserva la tensione del suo occhio destro salire  ad ogni vibrato alto , guarda come si morde le labbra con i denti ad ogni svolta passionale del suo archetto. Guarda come non abbia un vero spartito. Come cambia la sua musica a seconda dell’ambiente e della gente che passa. Senti il ritmo dei suoi capricci e delle sue gioie. I piedi apparentemente stabili sono in continuo equilibrio sul filo rosso delle sue decisioni. Un fa,un la o un mi.</h2>
<h2 style="text-align:justify;">Potresti imparare che quando ciondoli per i marciapiedi delle strade di periferia , tornando a casa dopo una giornata di lavoro , non devi per forza lamentarti degli altri e dei loro successi .</h2>
<h2 style="text-align:justify;">Non devi per forza ascoltarli ma puoi perderti nella grazia delle loro espressioni scoprendoti attore di un mondo di maschere occasionali e ritrovarti divertito della fisicità dei loro difetti. Non devi essere sempre in gara, lasciati andare alle tue vibrazioni come un violinista libero.</h2>
<h2 style="text-align:justify;">Sono rimasto turbato della consistenza del limone sul tuo tavolo. E’ così pieno e giallo. Lo sbatto una , due,tre volte e ritrovo quella sensazione di piacere che mi rende cittadino del mondo. Ci sono io e c’è il limone. Siamo presenti e pieni di energia. Ci sei tu , comune ricercatore di scienza . C’è mia moglie e ci sarà mio figlio. Siamo tutti figli del violinista di strada e del suo occhio nero, sincero. Siamo portatori sani di vibrazioni tattili.</h2>
<h2 style="text-align:justify;"> Mio figlio sarà un poeta ed io con lui. Impareremo l’arte dai ragni dei vecchi muri di paese.</h2>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/spedicam.wordpress.com/437/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/spedicam.wordpress.com/437/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=437&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Persona</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 19:24:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>veronicaspedicati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Dove cade una coperta nera,circolando scende l’atmosfera della sera si fa rossa sotto il letto dell’amore più puro,materno si contraggono gli angoli smussati delle toghe di legno. In questo inverno ruvido, spasimo un attimo per ritornare vero, sereno come a nove anni quando amavo il mio veleno, lo accettavo come arma da puntare negli inganni. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=425&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Dove cade una coperta nera,circolando scende</h2>
<h2>l’atmosfera della sera</h2>
<h2>si fa rossa</h2>
<h2>sotto il letto dell’amore più puro,materno</h2>
<h2>si contraggono gli angoli smussati</h2>
<h2>delle toghe di legno.</h2>
<h2>In questo inverno ruvido,</h2>
<h2>spasimo</h2>
<h2>un attimo per ritornare vero, sereno</h2>
<h2>come a nove anni</h2>
<h2>quando amavo il mio veleno, lo accettavo</h2>
<h2>come arma da puntare negli inganni.</h2>
<h2>Quanto sangue circola nelle tue vene?</h2>
<h2>Sei un uomo oppure no? Quanto sangue circola</h2>
<h2>sei un uomo ,</h2>
<h2>oppure no.</h2>
<h2>Toccami volto di madre</h2>
<h2>Come Bergman di persona,</h2>
<h2>toccami madre</h2>
<h2>come quella parte vostra, di lei</h2>
<h2>che sa ritornare sana</h2>
<h2>solo dopo la rottura.</h2>
<h2>Non ha paura di svelare la metà</h2>
<h2>Dell’intero,del sereno</h2>
<h2>Universo del suo stato di persona,nuova</h2>
<h2>unica e dispersa</h2>
<h2>In questa polvere deserta</h2>
<h2>chi non è così solo</h2>
<h2>da non diventare doppio</h2>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/spedicam.wordpress.com/425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/spedicam.wordpress.com/425/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=425&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Passeggero</title>
		<link>http://spedicam.wordpress.com/2012/06/10/passeggero/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jun 2012 23:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>veronicaspedicati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Riflesso in una nube d’ossigeno respiro ad aria piena il pranzo del mio vicino, ricco di fibre e scarno di carne. Treno che vibra,treno ingombrante se non fossi sulle ruote mi sentirei libero. Ma il sedile rosso, rotto è una culla comoda per me.Per le briciole. Siamo sospesi sul metallo. Il mio vicino si chiama [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=419&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Riflesso in una nube d’ossigeno</h2>
<h2>respiro ad aria piena</h2>
<h2>il pranzo del mio vicino,</h2>
<h2>ricco di fibre e scarno di carne.</h2>
<h2>Treno che vibra,treno ingombrante</h2>
<h2>se non fossi sulle ruote</h2>
<h2>mi sentirei libero.</h2>
<h2>Ma il sedile rosso, rotto</h2>
<h2>è una culla comoda per me.Per le briciole.</h2>
<h2>Siamo sospesi sul metallo.</h2>
<h2>Il mio vicino si chiama Rublev</h2>
<h2>al suo paese è Markus</h2>
<h2>mi ha detto,gli hanno detto</h2>
<h2>“il nome è solo una cosa in più”.</h2>
<h2>Dopo cena lo chiamano torbido.</h2>
<h2>Siamo pieni d’acqua.</h2>
<h2>Oltre il vetro una zanzara</h2>
<h2>oltre la zanzara il vento</h2>
<h2>oltre il vento i campi gialli</h2>
<h2>di meloni,di limoni.</h2>
<h2>Riflessa in una casa la mia testa</h2>
<h2>posa invertebrata</h2>
<h2>un po’ sul cielo,un po’ sul prato.</h2>
<h2>Un campanile.Ecco Norcia.</h2>
<h2>E cosa abbiamo della Russia?Niente.</h2>
<h2>Io , un vicino. Biondo.</h2>
<h2>Con il suo paniere in vimini.Per il pranzo.</h2>
<h2>Si sbuccia un Kiwi.</h2>
<h2>Siamo a casa.</h2>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/spedicam.wordpress.com/419/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/spedicam.wordpress.com/419/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=419&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Sogno di guerra numero 5.</title>
		<link>http://spedicam.wordpress.com/2012/04/10/sogno-di-guerra-numero-5/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 16:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>veronicaspedicati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[animale.malvagità]]></category>
		<category><![CDATA[gallina]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[l'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[sogno di guerra]]></category>

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		<description><![CDATA[Cade un&#8217;ala di gallina sulla grata sudicia disossata dal suo scopo. Deserto.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=405&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Cade</h2>
<h2>un&#8217;ala di gallina sulla grata</h2>
<h2>sudicia</h2>
<h2>disossata dal suo scopo.</h2>
<h2>Deserto.</h2>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/spedicam.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/spedicam.wordpress.com/405/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=405&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Mattina</title>
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		<comments>http://spedicam.wordpress.com/2012/01/15/mattina/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 21:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>veronicaspedicati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[mattina]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[risveglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni tanto mi sveglio con la convinzione di avere gli occhi azzurri poi mi osservo e sono più scuri del solito.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=356&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Ogni tanto mi sveglio con la convinzione di avere gli occhi azzurri</h2>
<h2>poi mi osservo e</h2>
<h2>sono più scuri del solito.</h2>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/spedicam.wordpress.com/356/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/spedicam.wordpress.com/356/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=356&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Mare d&#8217;inverno</title>
		<link>http://spedicam.wordpress.com/2012/01/14/mare-dinverno/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 20:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>veronicaspedicati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; malinconico per la voglia di vivere inatteso , come la fortuna. Sa di vento gelido,ogni tanto di camino acceso. E&#8217; il nostro inverno blu come le stagioni forti, un pò instabile come i sogni sul presente. Una teiera bianca è la tranquillità, sono solo le cinque e fuori è buio. Di notte ritrovo quell&#8217;energia. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=346&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>E&#8217; malinconico</h2>
<h2>per la voglia di vivere</h2>
<h2>inatteso , come la fortuna.</h2>
<h2>Sa di vento gelido,ogni tanto</h2>
<h2>di camino acceso.</h2>
<h2>E&#8217; il nostro inverno</h2>
<h2>blu come le stagioni forti,</h2>
<h2>un pò instabile</h2>
<h2>come i sogni sul presente.</h2>
<h2>Una teiera bianca</h2>
<h2>è la tranquillità,</h2>
<h2>sono solo le cinque</h2>
<h2>e fuori è buio.</h2>
<h2>Di notte ritrovo quell&#8217;energia.</h2>
<h2>Sulla sabbia</h2>
<h2>una conchiglia rossa si copre di granelli</h2>
<h2>perchè non è il suo tempo.</h2>
<h2>Ma oggi,solo oggi è più bella</h2>
<h2>così fresca e impaurita,</h2>
<h2>sola ed eterna.</h2>
<h2>Un granchio esce allo scoperto.</h2>
<h2>Mare d&#8217;inverno.</h2>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/spedicam.wordpress.com/346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/spedicam.wordpress.com/346/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=346&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Chiedilo al cane</title>
		<link>http://spedicam.wordpress.com/2011/11/13/lorlo/</link>
		<comments>http://spedicam.wordpress.com/2011/11/13/lorlo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 15:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>veronicaspedicati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono distratto, sono un granello di sabbia dura. Hai troppe rughe e sono belle. Siamo simili,credo. Sai tessere la seta? Io la trovo liscia e bella. Di notte avvolgo gomitoli gialli d&#8217;amianto di lana.O di grano. L&#8217;altro ieri il mio cane ha pianto,era sudato. Sai tessere la pece? Di giorno preparo l&#8217;archetto so che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=333&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Non sono distratto,</h2>
<h2>sono un granello di sabbia dura.</h2>
<h2>Hai troppe rughe e sono belle.</h2>
<h2>Siamo simili,credo.</h2>
<h2>Sai tessere la seta?</h2>
<h2>Io la trovo liscia e bella.</h2>
<h2>Di notte avvolgo gomitoli gialli</h2>
<h2>d&#8217;amianto</h2>
<h2>di lana.O di grano.</h2>
<h2>L&#8217;altro ieri il mio cane ha pianto,era sudato.</h2>
<h2>Sai tessere la pece?</h2>
<h2>Di giorno preparo l&#8217;archetto</h2>
<h2>so che puoi sentirlo,quando dormi</h2>
<h2>il mio violino che danza.</h2>
<h2>La polka,il tango</h2>
<h2>o il valzer delle scimmie.</h2>
<h2>Questa mattina il cane era stanco.</h2>
<h2>Sai cucire con il filo? In molti</h2>
<h2>usano l&#8217;ago.</h2>
<h2>Ho dormito nella paglia,ma non ho trovato</h2>
<h2>che due scarafaggi. Sapevano.</h2>
<h2>So tagliare le mimose e l&#8217;orlo dei vestiti.</h2>
<h2>Il tuo abito è in soffitta.</h2>
<h2>Cosa resta della casa? Due lattine di mais.</h2>
<h2>Ho le occhiaie.</h2>
<h2>Tutto il resto</h2>
<h2>chiedilo al cane.</h2>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/spedicam.wordpress.com/333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/spedicam.wordpress.com/333/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=spedicam.wordpress.com&#038;blog=16393449&#038;post=333&#038;subd=spedicam&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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